“Chanson Infelice” La notazione convenzionale da Lei, in definitiva, suggerita comporta il temperamento del pf. e l’ausilio di un non modesto accordatore. Indicherò, soprattutto a beneficio di quello, il Sol 2 (il Suo G) piano/o/forte “ad libitum” del pf. in modo assolutamente dovizioso (indicando quindi le “hertz” di vibrazione) al fine che quando il pianisto/a schiaccia il tasto con un dito della mano sinistra, generalmente il 3 per entrambi i sessi, Lei potrà proficuamente accordare la I Corda del cb.. Ma si affretti, attento! il suono non dura indefinitivamente (a meno che lo scracchiamiento non sia reiterato … Quale scrrrr…mento [ !? ] ). Da quel momento in poi, onestamente, non potrei più esserle d’aiuto né la pianista/o potrebbe ugualmente soccorrerla, se non con una o più strizzatine d’occhia/o durante le escursioni temperate. Analizzando la partitura, ad un primo colpo d’occhio, mi avvedo, a malincuore, che non vi troverete MAI, LÍ nello stesso talamo, a suonare, eufemismo, gli stessi G 2 (no G 8). Faccia tesoro, quindi, della primizia dell’accordatura, particolarmente se trattasi di pianista. La trascrizione non temperata cui Lei non ha aderito, sarebbe risultata ugualmente infelice o non allegra, ma filologicamente più entusiasmante. Ma tant’è. A presto. Ringrazi pure: Finale.
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