Normal Topic conduzione arco tedesco (Read 12848 times)
tito
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conduzione arco tedesco
29.05.2008 at 09:19:55
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innanzitutto complimenti a Vito per la sua idea di una topic sulla conduzione dell'arco francese. molto interessante. bravo.
mi chiedo se c'è qualcuno che se la sente di fare quello che fa Vito ma sulla conduzione dell'arco tedesco. a me interesserebbe. grazie, Tito.
  
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vitoliuzzi
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Re: conduzione arco tedesco
Reply #1 - 30.05.2008 at 11:43:26
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Grazie Tito! I complimenti fanno piacere sempre, anche se a volte credo che questo mio lavoro sull' arco non interessi più di tanto. Almeno i dati statistici affermano questo andamento. Non sò sinceramente se proseguire. Boh ...

Però sarebbe molto interessante che qualcuno parlasse dell' arco alla tedesca. Non bisogna essere dei docenti per farlo, ma semplicemente dei conoscitori e questo farebbe molto piacere a tutto il Forum, me in primis.

Ciao Tito e Grazie ancora.

Vito

p.s. (OT): a presto le "pubblicazioni" del maestro GRILLO sugli armonici seguite dalle "pubblicazioni" del suo matrimonio con la vedova di Koussevitzky, Olga che regalò il falso Amati a Gary Karr.
Ma la signora Olaga è ancora fra noi? Aiuto MAestro  Undecided
  

vito liuzzi
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grilloman...ia
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Re: conduzione arco tedesco
Reply #2 - 30.05.2008 at 12:16:17
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ot to'
Volevasi forse insinuare che  M° Franco Petracchi ha regalato, quasi, una falsa Pera Pietro Giacomo Rogeri (Brescia, 1680 -1730) al Grillo? Ma mi faccia il piacere ... ma mi faccia il piacere,.;: Pss, ot to' 

Help: Olga (Щдпф фдуыыфтвкфмтф Лщгыыуеылф) ha un leggero dolorino quando è in piedi, da seduta anche.

  
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vitoliuzzi
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Re: conduzione arco tedesco
Reply #3 - 30.05.2008 at 16:18:02
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Sei incredibile Ferdinando!
 
Tornando al tema proposto da Tito mi piacerebbe dire (straits) solo la mia, nel senso che negli anni mi è capitato di parlare con gente che usa questa presa ed in generale di cosa si dice in giro. Premetto ch per un breve periodo l'ho anche studiata seguendo il consiglio che mi dette G.K. e cioè di studiarle entrambe per avere una visione più completa del fenomeno e poi eventualmente fare una scelta definitiva.
 
Vedi Tito in linea generale si parte sempre dal presupposto che l' arco alla tedesca sia migliore dell' italiano e francese poichè la capacità di conduzione e resa sonora è migliore. Insomma si pensa ai "Tedeschi" (o a Dragonetti) quasi come dei "generatori di suono ad alta potenza".
 
Tale assunto è assolutamente falso. In che senso. Storicamente, leggendo qua e là, si è visto che effettivamente la presa alla francese (quella all' italiana è più recente e forse deve la sua diffusione al Petracchi) forniva una minor consistenza sonora visto che la forza gravitazionale ed i pesi degli archetti erano notevoli, tanto che più recentemente lo stesso Caimmi si faceva produrre degli archi da Arturo Fracassi anche di 180 e passa grammi (adesso la New Deutch School vorrebbe ritornare a pesi di archi anche sui 200 e passa grammi, si parla di 300 grammi). Ma nel tempo questa discrepanza sonora, oggettivamente, è stata superata e con le nuove impugnature, specialmente con il posizionamento del pollice nella parte alta della U, si riesce ad avere ed ottenere lo stesso ed identico suono a livello di decibel prodotti di un arco alla Dragonetti.
 
Colpi d'arco. Ci sono sempre state queste diatribe e lutte furenti in tema di chi potesse ottenere i migliori colpi d' arco ed avere una gamma degli stessi più ampia a mò di violino, ovvero pensando all' infinita varietà di colpi d' arco che un violinista possa creare e realizzare in modo musicalmente concreto. Dal mio punto personale di vista sono convinto che le diverse modalità di conduzione dell' arco e relative differenti prese portino, oggi come oggi, ad i medesimi risultati. Tito c'è da dire solo una cosa: noi siamo avvantaggiati sotto alcuni punti di vista loro sotto altri, ma entrambi riusciamo a produrre stessa qualità sonora ed elevata capacità di produrre balzati, sautillè e ricochet (mettiamoci anche i picchettatati) di grande rilevanza.
 
però ...
 
Però la conduzione alla tedesca, tanto per fare un esempio pratico, trova notevoli difficoltà nell' effettuare volteggi rimbalzati di grande effetto, a tre e quattro corde. E c'è poca speranza che si possa migliorare perchè dal punto di vista prettamento fisico quel tipo di presa non permette soluzioni ottimali, rimanendo sempre l' arco abbastanza aderente alla corda.
 
E' difficile sentire un contrabbassista alla tedesca che suoni alla Edgar Meyer, alla Rabbath od alla Garcia Fons, proprio perchè quel tipo di presa non è indicata per tale genere di musica.
 
Mi fermo qui per non essere pedante come al solito. Caro Tito, non posso rispondere alla tua domanda "specifica" perchè io non mi sento in grado di dire: " sono un esperto della presa alla tedesca". Ma in linea generale volevo dare il mio contributo a livello di diverse posizioni a confronto che stimolano dibattiti veramente molto accesi (vado in Ot: un pò quando mi capitò di trovarmi in mezzo ad una discussione veramente accesa fra il Petracchi e Tom Martin su come dovesse essere interpretato l' Andante. Cose incredibili! Ma in ogni settore ci sono disparità di vedute e come dice il Grillo insieme al Socrate dovremmo essere più umili e "sapere di non sapere". Forse così saremmo tutti più costruttivi!).
 
Un saluto
 
Vito Liuzzi

 
  

vito liuzzi
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tito
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Re: conduzione arco tedesco
Reply #4 - 30.05.2008 at 16:43:42
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grazie Vito per il tuo contributo. aspettando che qualcuno voglia integrare ti saluto.
ciao, tito.
  
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Fernando Grillo
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Re: conduzione arco tedesco
Reply #5 - 01.06.2008 at 23:20:41
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Gentile Tito,
Mi permetto di considerare la Sua richiesta d’approfondimento della condotta dell’arco “alla tedesca”  estremamente rilevante al fine di meglio comprendere, vorrei aggiungere, anche quella “alla francese”. Potrà sembrare, a prima vista, una stravaganza questa mia affermazione ma per me non lo è. Se ho potuto valutare la naturalità del movimento della spalla, ovviamente quella destra, lo devo soprattutto alla pratica dell’arco “alla tedesca” e aggiungo di quello barocco. Quest’ultimo, eccellente sotto ogni rispetto, ha “disvelato” il segreto del baricentro dell’arco che insieme alla spalla, arto formidabile del corpo umano e che consente una rotazione a 360° gradi, vanno a costituire, a mio avviso, il fondamento della conduzione dell’arco, per entrambe le impugnature sopradette. Posso anticiparle che questa ricerca si fonda sulla possibilità, estrema, di avvicinare la mano al baricentro, per l’arco “alla francese”, e di concepire il movimento della spalla desumendolo da quello per l’arco “alla tedesca”, utilizzando tutta la lunghezza dei crini a differenza dell’arco barocco. 
All’apparire del Suo topic mi sono attivato per fornirle dei materiali di riflessione sull’argomento che Lei con grande intuizione ha inteso indicare.
Le sarei grato se volesse attendere ancora qualche giorno, al fine di consegnarle una documentazione “professionale” quale l’argomento, preziosissimo, richiede ed è per questo che ho taciuto sino ad oggi pur fornendole ora una breve introduzione. 

Sperando di non deluderla, Le rivolgo un saluto.
Fernando Grillo

OT
La Germania, l’Austria, il Giappone, i paesi ove è più in uso l’arco “alla tedesca” (in giappone addirittura prescritto!) ci guardano. Non possiamo fare una brutta figura! Ricordo che in giappone mi proibirono di toccare lo strumento con l’arco “alla francese”. Non posso rivelare i motivi ideologici che addussero, altrimenti Vito mi cancella. Se fossi stato quattro non sarebbe successo, forse.

  
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vitoliuzzi
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Re: conduzione arco tedesco
Reply #6 - 02.06.2008 at 14:24:59
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Maestro,
quando scrive così diventa un "onorissimo" averla fra di noi.
Attendiamo tutti (almeno io ed il mio quasi omonimo Tito) di saerne di più.

Vorrei solo aggiungere che anche negli states e soprattutto Canada, ma anche Brasile ed Agentina, l' uso dell' arco alla tedesca è molto in voga. Del resto non ritiene che sia molto più intuitivo e soprattutto facile da impostare per un docente? Mi sembra come se l' arco alla Drago sia più immediato di quello alla francese (o all' italiana con il pollice nella U), soprattutto come facilità di conduzione iniziale. 
Un didatta come il Trebbi potrebbe essere di grande aiuto, ma la Sua presenza, specie se scrive in questo modo, comincia veramente a farmi gioire.

VitC
  

vito liuzzi
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Fernando Grillo
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Re: conduzione arco tedesco
Reply #7 - 03.06.2008 at 08:26:21
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E vero!
Brasile e Argentina lo sospettavo, del Canada n’ero all’oscuro.
Certamente è ancor più vero che l’arco „alla tedesca“ (ho impostato il Word sulla lingua Tedesca  per questo mi vengono „ e “) è più facile (o meglio agevole) perchè si agisce, fisiologicamente in modo corretto, con la spalla; ma il nostro scopo è raggiungere lo stesso risultato + mantenere la sensibilità delle estremità delle 5 dita sulla bacchetta e nasello con l'arco impugnato « alla francese » (ora invece ho cambiato l’impostazione in Word sulla lingua Francese e per questo mi vengono « e ») perchè non vorrai chiamare „nasello“ quello tedesco, eh!? Vito. 
Il risultato finale di questa mia ricerca è che avremo un arco „alla ______ ». (ora Word è impostato su nulla per questo mi vengono „ e ») Potrebbe essere una lingua Italica?. Molti potrebbero obbiettare che questa è una miserabile rivincita sul marco e franco (valute) ma non è così. Si tratta piuttosto che noi, pluralis maiestatis, andiamo a "toccare" più agevolmente in piedi! (sempre con qualche accorgimento) e nel “cantabile” siamo maestri!
mastro Fernando

  
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tito
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Re: conduzione arco tedesco
Reply #8 - 03.06.2008 at 15:17:56
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grazie Maestro Grillo,
attendo i suoi consigli, sicuramente preziosi.
  
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pentagramm
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Re: conduzione arco tedesco
Reply #9 - 27.01.2011 at 21:59:17
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Dopo anni di francesismi, mi sono deciso a passare all'arco dragonettiano, studiando ora con il Maestro Moreno Bettarello di Venezia, che viene dalla scuola Streicher. Devo dire che (ma forse si tratta di una opinione personale dovuta anche alla mia inclinazione) mi trovo maggiormente "padrone del suono" ora, rispetto a prima. Inoltre sento minore stanchezza dopo ore di studio. Credo tuttavia che non sarebbe sbagliato scegliere dopo un confronto, perchè ogni musicista è un corpo a se stante, e la conoscenza del corpo stesso potrebbe guidarlo a ritenere il tipo d'arco più giusto.
  

Paganini non ripete (Bottesini, si...)
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